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STRATEGIA, COME DEFINIRNE UNA VERA

STRATEGIA, COME DEFINIRNE UNA VERA

6 passaggi per rendere la strategia … veramente strategica!

Dalle riunioni di pianificazione strategica emergono dei piani privi di “strategia” che spesso non sono nemmeno dei piani.

La principale causa è la mancanza di un “metodo” efficace – una procedura sistematica o consolidata – che aiuti passo dopo passo.

Quella che segue è una linea guida costituita da 6 fasi con la quale è possibile sviluppare una efficace e corretta pianificazione strategica.

1. Riconoscere i fattori dai quali dipendono i risultati aziendali

A tale categoria appartengono, ad esempio, gli stakeholder (portatori di interessi).

Sono tutti i soggetti, individui od organizzazioni, attivamente coinvolti in un’iniziativa economica (progetto, azienda), il cui interesse è negativamente o positivamente influenzato dal risultato dell’esecuzione o dell’andamento dell’iniziativa e la cui azione o reazione a sua volta influenza le fasi o il completamento di un progetto o il destino di un’organizzazione.

I principali “portatori di interessi” sono i clienti, i dipendenti, i fornitori e altri titolari d’azienda.

Alcuni di questi possono, allo stesso tempo, svolgere più ruoli. Il trucco è identificare i loro diversi ruoli.

Prendiamo l’esempio di una cooperativa casearia distributore a livello nazionale di latte ed altri prodotti derivati dal latte.

Nella cooperativa, gli agricoltori occupano due ruoli: agricoltore-socio e agricoltore-fornitore. Altri portatori di interessi sono i distributori, i grossisti, i consumatori e i dipendenti.

2. Identificare il cliente “target”

L’identificazione corretta del cliente target ha implicazioni enormi. Il piano strategico aziendale non può essere funzionale per qualsiasi tipologia di clienti. E’ necessario, quindi, dedicare del tempo per definire il profilo del cliente target.

Ogni azienda, per i suoi caratteri di unicità, avrà un proprio cliente target.

Un piano strategico indirizzato su dei potenziali clienti non rientranti nel profilo target, comporta uno spreco di risorse, non solo finanziarie.

3. Definire ciò che l’azienda si aspetta da ciascun stakeholder

Da nessuna parte questo è più evidente che con i “dipendenti”.

Prendiamo l’esempio di uno studio di architettura. La direzione avrebbe voluto identificare ciò che poteva aspettarsi dal personale. Ma nel farlo mise poca attenzione e non riuscì a cogliere ciò che i dipendenti erano in grado fare per l’azienda.

Una volta adottato il metodo in sei fasi, i risultati furono identificati come “ridurre il ricambio dei dipendenti e aumentare la produttività e l’innovazione”.

Di conseguenza vennero fissati degli obiettivi condivisi e attraverso delle metriche furono misurati e monitorati i risultati che consentirono alla società di raggiungere i propri obiettivi.

4. Identificare ciò che i gruppi di stakeholder vogliono dall’impresa

Questi sono i criteri decisionali chiave che i diversi gruppi portatori di interessi utilizzano quando interagiscono con l’azienda. Per esempio, questi potrebbero includere i criteri che influenzano la decisione di acquistare (clienti), lavorare (dipendenti), fornire (fornitori) o investire (azionisti).

Ogni gruppo utilizza i propri criteri decisionali, ed è fondamentale che l’azienda si concentri sui questi, non sui propri.

Questo può essere ottenuto attraverso una varietà di fonti tra cui: interviste di approfondimento con le parti interessate, ascoltando le storie delle parti interessate sulla loro esperienza con l’azienda e la concorrenza, riscontri tramite i reclami e i suggerimento, focus group e conversazioni con le parti interessate.

Conoscere l’intera estensione delle aspettative dei clienti, ad esempio, porta a intuizioni che possono guidare la strategia dell’azienda.

5. Definizione della strategia aziendale

Questa fase implica la decisione su quale sarà la posizione dell’azienda sui singoli fattori strategici identificati per ciascun gruppo di stakeholder. La strategia sarà modellata dagli obiettivi fissati per l’azienda, dalle conoscenze acquisite su ciascun gruppo e dalle informazioni acquisite sulle loro esigenze attuali e future.

Ciascun gruppo di portatori di interessi può rivelarsi una fonte di strategie.

6. Miglioramento continuo

E’ necessario riconoscere che qualunque cosa venga decisa, non vi è alcuna certezza nel risultato immediato una volta avviato il piano d’azione. Conseguentemente bisogna essere preparati a rimodulare e modificare in corsa quanto stabilito a priori.

Questa prospettiva dinamica incoraggia l’apertura, l’innovazione e la preparazione al cambiamento.

 

Le aziende che praticano questo approccio di progettazione e pianificazione strategica risultano essere incentrate sui singoli portatori di interessi. Sono aziende che sfidano le aspettative sulle loro capacità di centrare gli obiettivi prefissati.
È un risultato raggiungibile da tutte quelle aziende che diventano sistematiche nel loro approccio alla progettazione strategica.

 

Tratto da "Harvard Business Review - 7 Agosto 2018 - Tutti i diritti riservati"